In questo summit il dott. Antonio Pulvirenti mette a confronto i tre bioristrutturanti che stanno ridisegnando la medicina estetica — Acido Polilattico, Idrossiapatite di Calcio e Policaprolactone — e ti consegna il criterio clinico per sapere quale usare, su quale paziente, in quale momento. Trent’anni di ambulatorio in 90 minuti applicabili dal lunedì mattina.
C'è una differenza che cambia tutto, e quasi nessuno la spiega al paziente.
L’acido ialuronico può migliorare volume, idratazione e sostegno, e in alcuni casi può anche contribuire indirettamente a una risposta dermica. Ma il suo obiettivo principale resta diverso: non nasce come trattamento di rigenerazione progressiva del collagene come i biostimolatori. Non sempre scompare nei tempi che il paziente immagina. In alcuni casi può persistere a lungo nei tessuti e, se ripetuto senza una rivalutazione strutturale, può contribuire a un effetto sommatorio.
In studi istologici su PLLA è stato documentato un aumento significativo del collagene di tipo I a tre mesi, con dati riportati fino al 66,5% in specifici protocolli di studio. La pelle non sembra più piena. È più giovane, biologicamente, di prima del trattamento.
Questa è la conversazione che il tuo paziente più esigente sta già avendo. L’ha sentita a un congresso, l’ha letta su Instagram, gliel’ha raccontata un’amica tornata da un altro studio. Arriva da te e fa la domanda. E nel 90% dei casi la visita finisce comunque con la solita siringa di acido ialuronico.
Non perché tu non conosca i bioristrutturanti. Li conosci di nome.
Ma tra conoscerli di nome e sapere — davanti al paziente, in trenta secondi — quando scegliere il polilattico e quando il policaprolactone, a quale dose, con quale diluizione, e come spiegare al paziente perché costa di più, c’è una distanza che nessun corso di prodotto colma. Si chiama esperienza clinica. E di solito si paga in anni.
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L’aumento di collagene di tipo I a tre mesi dal trattamento con polilattico. Documentato con colorazione istologica, non con una foto prima-dopo.
È la differenza tra un effetto cosmetico e una rigenerazione vera.
Quanto durano i risultati del polilattico. L’acido ialuronico standard ti porta a 9–12. Significa metà delle sedute di mantenimento, e un paziente che associa il tuo studio a un risultato che resta.
Spesso basta una sola con il policaprolactone M per un effetto visibile subito e che tiene 24 mesi. Un appuntamento. Due anni. Il sogno di ogni agenda — e di ogni paziente che odia tornare.
Non è un filler che stimola: è un attivatore biologico. Recluta i macrofagi e li polarizza in senso M2 — la via anti-infiammatoria e rigenerativa — innescando una neocollagenesi “pulita”, senza la flogosi degli stimoli aggressivi. Risultato graduale, naturale, progressivo, fino a 25 mesi. È il bioristrutturante con la spalla scientifica più solida del settore: oltre 50 pubblicazioni peer-reviewed e vent’anni di clinica. La prima scelta quando il problema è la qualità globale della pelle: lassità diffusa, pelle in menopausa, il paziente che vuole tornare giovane senza che si veda che ha fatto qualcosa.
L’unico che dà soddisfazione immediata e biostimolazione insieme. Il gel carrier riempie dalla prima seduta; le microsfere di calcio restano come impalcatura e costringono il fibroblasto a deporre collagene attorno a sé. E ha una proprietà che nessun acido ialuronico possiede: regge oltre i 1000°C, quindi è pienamente compatibile con HIFU e radiofrequenza. Puoi combinarlo con l’energia per un effetto che si potenzia a vicenda. La prima scelta per definire un contorno mandibolare, proiettare uno zigomo, e — iperdiluito — per ringiovanire collo, décolleté e dorso delle mani.
L’unico con la durata che decidi tu: S a 18 mesi, M a 24. Effetto immediato del gel più biostimolazione programmata delle microsfere, e una sola seduta che spesso chiude il discorso. La prevedibilità fatta prodotto: sai con precisione quando rientra, e questo cambia il modo in cui pianifichi e in cui vendi. La prima scelta per chi vuole risultato subito, durata lunga e il minor numero possibile di appuntamenti.
Il paziente sovra-trattato con acido ialuronico non ha bisogno di un’altra siringa. Ha bisogno che qualcuno gli dica la verità: il problema non è quanto volume manca, è quanto collagene se n’è andato. Quel discorso, fatto bene, vale più di qualsiasi tecnica.”
— Dott. Antonino Pulvirenti, Direttore IASME
Una scena che si ripete ogni giorno in migliaia di studi.
Paziente di 52 anni. Terzo anno che torna. Pelle che non è “vuota” — è spenta, sottile, stanca. Ti dice che ha visto una cosa sui bioristrutturanti e ti chiede se li fai.
Tu sai che esistono. Hai letto. Ma in quel momento non hai un criterio: polilattico o policaprolactone? Quante sedute le dico? Come le spiego che non vedrà niente per sei settimane senza che si spaventi? E quel prezzo, come lo giustifico se finora pagava la metà?
Troppe domande, troppo poco tempo. Così fai la cosa sicura: la solita siringa di acido ialuronico.
Lei esce contenta a metà. E la prossima volta, magari, prova lo studio che gliene aveva parlato.
Non hai perso una seduta. Hai perso un percorso da 24 mesi. E una paziente che ne avrebbe parlato ad altre.
Questo è ciò che il summit ti mette in mano. Con la casistica reale del Dr. Pulvirenti — i risultati e le eccezioni.
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Non è una questione di vocabolario. Capire davvero la differenza tra biostimolazione, bioristrutturazione e biorigenerazione decide chi tratti, con cosa, e soprattutto cosa gli dici per fargli capire perché vale di più. La regola del Dr. Pulvirenti che mette ordine in cinque minuti.
Composizione, meccanismo, quando parte l’effetto, quando arriva al picco, quanto dura, quante sedute servono, che profilo di sicurezza ha. Non la tabella del foglietto illustrativo: il confronto operativo che ti fa decidere mentre il paziente è ancora seduto davanti a te.
Il giovane preventivo. Il maturo con lassità diffusa. La donna in menopausa. Il sovra-trattato da resettare. Per ogni profilo: prima scelta, alternativa, e il perché clinico dietro la decisione — quello che ti permette di sostenerla davanti al paziente e a te stesso.
La ricostituzione del polilattico con il protocollo personale del Dr. Pulvirenti. Le diluizioni del calcio, dalla standard all’iperdiluta per il corpo. Temperatura e tempi del policaprolactone. Ago contro cannula, profondità, volumi per zona. E la “regola del 5” per il massaggio post-Sculptra — il singolo gesto che previene più noduli di qualsiasi altra precauzione.
Glutei, décolleté, braccia, cosce: i protocolli del consensus internazionale IMCAS 2026, area per area, fiala per fiala. E i dati sulla menopausa. Nel periodo peri e post-menopausale la perdita di collagene accelera: nei primi anni dopo la menopausa può arrivare fino a circa il 30%, con una riduzione progressiva di spessore, elasticità e qualità cutanea.
La diluizione del polilattico che azzera la maggior parte dei noduli. La gestione dell’ipercorrezione del policaprolactone, fase per fase, dove il tempismo è tutto. E il protocollo d’emergenza vascolare completo — aspirina, ialuronidasi, nitroglicerina — perché i bioristrutturanti non sono reversibili, e l’unica vera terapia è essere pronti prima.
Niente da aspettare, niente da scaricare. Apri, guarda, applica.
Pagamento sicuro, accesso immediato. Le credenziali arrivano via email in meno di due minuti.
Sei moduli. Tutti di fila o uno alla volta, dal computer o dal telefono, quando ti è comodo.
Scarichi i PDF con i protocolli e lo schema decisionale. Li tieni in studio. E dal primo paziente hai la guida accanto.
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Un paziente che passa da una seduta di acido ialuronico a un ciclo di bioristrutturazione vale, mediamente, tre o quattro volte tanto. Non perché tu abbia “venduto di più”: perché gli hai dato un risultato più grande.
Una donna in menopausa indirizzata bene non torna ogni nove mesi per un ritocco. Costruisce con te un percorso che dura anni.
Il sovra-trattato che recuperi invece di perdere non è soltanto un caso clinico chiuso. È la persona che racconta in giro che da te ha trovato qualcuno che le ha detto come stavano davvero le cose.
E poi c’è il conto che fa più male: i pazienti che entrano già pronti per i bioristrutturanti, fanno la domanda, e se ne vanno con la solita siringa perché in quel momento ti manca il criterio per offrire altro. Quella perdita non la vedi mai sull’estratto conto. Ma c’è, ogni settimana.
È quello che paghi per smettere di lasciare ferma una parte dello studio che è già lì, già tua, già pronta.
Credo che un altro corso come questo non l’avrei potuto trovare. infatti le lezioni teoriche erano molto esaustive ed anche recepibili da un neofita come me. La pratica sin da subito, questa è una cosa positiva, oltre che siamo stati sempre accompagnati dal Dottore Pulvirenti e dai Tutor super bravi e giovani.
- Francesco C.
Questo master è fatto da una persona, il Dottore Pulvirenti, che sa fare realmente le cose e che in un mondo di squali lui sta tentando con tutto il suo cuore, con tutta la sua forza di non farci fare gli stessi errori che magari ha fatto lui in passato e quello che fa si vede che lo fa ad altissimo livello e per il piacere di farlo.
- Giuseppe G.
Master molto professionale dal punto di vista non soltanto della preparazione che è di altissimi livelli ma anche dal punto di vista umano, di come siamo seguiti durante tutto il percorso ed è un’esperienza che consiglio vivamente a chiunque voglia intraprendere questo percorso.
- Paolo L.
Sono contentissimo di questo master, credo che sia una formazione di alta qualità, abbiamo imparato ad utilizzare ogni tipo di laser e abbiamo fatto terapia iniettiva su viso e corpo. Consiglio a tutti quelli che vogliono intraprendere l’attività di medico estetico di prepararsi alla Clinica Pulvirenti.
- Giovanni F.
Fondatore di IASME — Istituto di Alta Specializzazione in Medicina Estetica. Oltre trent’anni di ambulatorio, ogni giorno, sulle mani. Più di 70 medici formati alla pratica diretta in una struttura certificata ISO 9001, sei edizioni del Master Executive, un ruolo di Key Opinion Leader internazionale e diverse tecniche oggi standard che in Italia ha portato lui per primo.
Usa i bioristrutturanti da oltre quindici anni. Il criterio che insegna in questo summit non l’ha trovato in un libro: l’ha costruito fiala dopo fiala, sui risultati e sulle complicanze che ha visto con i suoi occhi. La letteratura ti spiega come funziona una molecola. Lui ti spiega come decidere, quando un paziente vero è seduto davanti a te.
I Summit gratuiti di IASME servono a questo: divulgare, incuriosire, dare una prima mappa.
Questo è un’altra cosa. È il contenuto che cambia come lavori già dalla settimana dopo: il criterio di scelta con i suoi razionali, i protocolli con le dosi al millilitro, la casistica fotografica che in chiaro non si può mostrare.
€49 è un prezzo simbolico — abbastanza basso perché nessun medico debba pensarci due volte, abbastanza alto perché chi lo paga prenda sul serio quello che riceve.
Non di più. Non di meno.
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Caro collega,
se sei qui, l’acido ialuronico fa già parte del tuo lavoro. Lo conosci bene. Funziona, i pazienti tornano, i risultati sono prevedibili. La curva d’apprendimento l’hai chiusa da un pezzo.
E proprio per questo, prima o poi, arriva la domanda che oggi mi sento fare da metà dei colleghi che incontro: fin dove arriva l’acido ialuronico — e dove comincia qualcos’altro?
Lavoro con i bioristrutturanti da più di quindici anni. Li ho visti entrare nel mercato, maturare, accumulare evidenze, allargare le indicazioni fino al corpo. Ho formato decine di medici su queste molecole, in ambulatorio, su pazienti veri.
Quando scegliere il polilattico e quando il policaprolactone. Come dire a una paziente che per sei settimane non vedrà quasi nulla, senza che si spaventi. Come far capire la differenza tra riempire un vuoto e rigenerare un tessuto. Come tenere alto un prezzo senza che sembri un capriccio.
Sono questi i vuoti che il summit riempie.
Non perché tu non sappia il tuo mestiere.
Ma perché la formazione sui prodotti si ferma quasi sempre alla molecola, e quasi mai arriva al criterio — quello che ti fa scegliere con sicurezza, e parlarne al paziente con la stessa naturalezza con cui oggi gli racconti l’acido ialuronico.
Ho costruito questo summit con un obiettivo solo: darti quel criterio. Con i razionali clinici. Con i protocolli e le dosi. Con la casistica reale, perché tu veda come appaiono davvero i risultati — e come si gestiscono le volte in cui qualcosa esce dal binario.
€49 è il prezzo a cui ho deciso di renderlo accessibile. Perché questo è il genere di cosa che ogni medico estetico dovrebbe avere — non solo chi frequenta un master.
Ci vediamo dentro.
Dott. Antonio Pulvirenti
Direttore IASME
Solo medici laureati. Va bene sia per chi si avvicina ai bioristrutturanti per la prima volta, sia per chi li usa già e vuole un criterio clinico più solido.
Per sempre. Lo rivedi quando vuoi, da computer o telefono, e ricevi tutti gli aggiornamenti futuri senza pagare altro.
No. I gratuiti sono divulgativi. Questo è la versione completa: criterio di scelta operativo, protocolli con dosi precise, casistica fotografica e gestione delle complicanze — le cose che nei gratuiti vengono solo accennate.
Una domanda sola: hai un criterio chiaro per scegliere tra polilattico, calcio e policaprolactone su ogni tipo di paziente — comprese le aree corporee approvate nel 2025 e la paziente in menopausa? Se non è un sì immediato, qui trovi qualcosa di concreto.
No, e il Dott. Pulvirenti è il primo a dirlo. Un summit non sostituisce la pratica supervisionata. È un’integrazione operativa di alto livello su criterio e protocolli. Per la pratica completa c’è il Master Executive.
Sì. Se entro 7 giorni non ti ha dato quello che cercavi, ti restituiamo tutto. Senza domande.
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Cosa include:
IASME — Istituto di Alta Specializzazione in Medicina Estetica
ISO 9001 Certificato • info@iasme.it • 388 19 32 210 • www.iasme.it